<< Sexy Bike Wash con Laura Domina e il suo staff, una esibizione prima delle 12,30, dopo la Banda Musicale. Tutti lo sapevano, evento “allusivo e sessualmente piccante” pubblicizzato nel manifesto reso noto dagli organizzatori. Orario dove famiglie, con i bambini, persone che uscivano dopo aver partecipato alla S. Messa, persone che ignare passeggiavano. Uno spettacolo sexy, che allude ad un modo di concepire la vita e la visione dell’uomo e della donna. Non critichiamo le scelte di chi “liberamente e consapevolmente” utilizza il corpo erotizzato per richiamare ancestrali richiami primordiali, anche per lavare biciclette, motori e quant’altro. Non è un problema di morale o di fede, ma solo di buon senso, di decoro, di rispetto nei confronti di quei pochi o molti bambini e famiglie che si sono trovate in Piazza, per una passeggiata>>. Queste le dure parole che introducono il commento di don Fortunato di Noto, fondatore dell’associazione Meter onlus, nella dura critica al sexy bike wash in piazza Umberto, al centro di una lunga giornata di polemiche che ha messo a dura prova l’amministrazione avolese e in particolare il sindaco.
<<Mi è stato detto che: capita spessissimo durante i motoraduni di assistere allo spettacolo del lavaggio delle moto, noto come Sexy Bike Wash che attira sempre un folto numero di maschietti (e femmine) motociclisti. Il copione del Sexy Bike Wash è ormai ultra-collaudato: il pubblico inizia a surriscaldarsi e invoca le movenze delle ragazze di turno che, in costume, di alternano in movimenti sensuali durante in lavaggio delle moto sulle quale di strusciano e non solo. Ma non credo in presenza dei bambini o di famiglie che passeggiano impossibilitati di cambiare canale o strada, dato che si presuppone che in una pubblica piazza non dovrebbero esserci queste manifestazioni erotiche e sexy.
Tutto a posto! Potremmo dire. Ma non è così! – prosegue Don Di Noto – Comunque sia, tanti sapevano, i preposti alle concessioni e autorizzazioni erano a conoscenza (hanno scritto che erano a conoscenza le Forze dell’ordine) e avevano letto la dicitura e lo spettacolo programmato. Non si dica il contrario. Alle ore 12 (ora centralissima), si poteva evitare o fare la manifestazione in altro luogo: per coloro che piacciono queste erotiche manifestazioni, tra adulti. Preciso.
Tra adulti, in privato nei locali dedicati, potevate farlo; a me e ai tanti interessa poco. Ma non in una centrale piazza, in una città che ha come baluardo anche, tra le altre, una associazione Meter onlus a difesa dei piccoli contro la sessualizzazione banale del corpo, contro ogni forma di ostentazione erotica ed erotizzante. Non è stato un esempio educativo, direi proprio di no!
Sono onorato di essere il fondatore e presidente di Meter onlus (e non credo sia necessaria una presentazione), ma credo di interpretare le tante famiglie e tanti fedeli (che nessuno può definirli bigotti o arretrati! Così come è stato scritto) che sono rimasti sorpresi e indignati.
Nessuna criminalizzazione dell’evento (non so se si configura il reato di atti osceni in luogo pubblico!), ma con sommessa protesta e saggia intelligenza, consiglierei per la prossima occasione, altri percorsi e luoghi di tali intrattenimenti sexy. Era ed è una bella manifestazione, è mancata la prudenza, la scelta dell’orario (ore 12), la piazza pubblica della città, il decoro e il rispetto. Tutto qua – conclude Don Di Noto -. Basta semplicemente “Mi scuso e ci scusiamo”>>.





